L’inchiesta sulla violenta repressione di un’assemblea anti-gasdotto a Melend…

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Il 9 dicembre 2017, a Melendugno, una manifestazione contro la realizzazione del gasdotto sulla costa salentina fu duramente repressa dalle forze dell’ordine. I partecipanti, in una denuncia, ipotizzavano violenza privata e abuso d’ufficio a carico dei pubblici ufficiali. Dopo nove anni, il fascicolo è stato archiviato perché i reati sono andati prescritti.

La manifestazione, che si svolse sul lungomare di San Foca, fu caratterizzata da una serie di episodi di violenza da parte delle forze dell’ordine. Alcuni manifestanti vennero ammanettati e costretti a inginocchiarsi, mentre altri furono colti alla sprovvista da un’iniziativa degli agenti e dispersi in campagna. I poliziotti utilizzarono gas lacrimogeni e un elicottero della Polizia di Stato sorvolò a pochi metri dalle teste dei manifestanti.

Una ragazza si fratturò una gamba, ma fu soccorsa con diversi minuti di ritardo perché l’ambulanza fu bloccata e respinta dalle forze dell’ordine. Gli agenti sequestrarono i cellulari e i documenti d’identità dei manifestanti, che furono poi divisi in due gruppi e condotti in Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri. I manifestanti furono tenuti in celle di sicurezza per circa tre ore senza contatti con familiari o avvocati.

Il fascicolo, rimasto sempre a carico di ignoti, è stato archiviato perché i reati sono andati prescritti. Gli avvocati che avevano presentato la denuncia hanno sollecitato l’identificazione dei responsabili del servizio di quell’operazione, ma non sono mai arrivate risposte.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/06/reati-prescritti-dopo-9-anni-chiusa-senza-risposte-inchiesta-avviata-dalla-denuncia-dei-no-tap/