“Il PUG di Lecce, un nodo politico che non si scioglie”

Il-PUG-di-Lecce-un-nodo-politico-che-non-si-scioglie

Il Piano Urbanistico Generale di Lecce torna al centro del confronto politico

Il nuovo Piano Urbanistico Generale di Lecce è tornato al centro del confronto politico dopo l’adozione da parte della giunta guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone delle linee di indirizzo che dovranno orientare la stesura del nuovo PUG. L’ex sindaco Carlo Salvemini, leader di Lecce Città Pubblica, accusa l’attuale amministrazione di aver interrotto inutilmente un procedimento ormai arrivato alla fase delle osservazioni, salvo recuperarne oggi gran parte dell’impianto strategico.

Le linee di indirizzo approvate dalla giunta

Le linee approvate dall’esecutivo saranno ora trasmesse anche all’Università di Milano, incaricata dell’elaborazione del piano urbanistico, che dovrà valutare se recepire le nuove indicazioni della giunta oppure rinunciare a modificare il PUG sulla base degli indirizzi politici appena approvati. Tra le novità indicate dall’amministrazione figurano la realizzazione di un porto e di un retroporto a San Cataldo, il rafforzamento del polo sanitario e del polo universitario, la rivisitazione del sistema dei parchi urbani e delle aree verdi e il mantenimento della capacità edificatoria delle zone B comprese tra Lecce e San Cataldo.

La critica di Salvemini

Per Salvemini, tuttavia, il nodo principale resta il metodo seguito dall’amministrazione. “Un Piano Urbanistico Generale non appartiene mai a un sindaco o a una maggioranza, appartiene alla città”, afferma l’ex primo cittadino, ricordando come il PUG predisposto nel 2024 fosse il risultato di un lungo percorso condiviso con uffici comunali, università, ordini professionali, associazioni, categorie economiche e cittadini.

Salvemini ribadisce che il suo schieramento non ha mai sostenuto che quel piano fosse immodificabile. “Abbiamo sempre affermato che la nuova amministrazione aveva il diritto di modificarlo, integrarlo e correggerlo, ma senza interrompere un procedimento ormai concluso e depositato ai lavori del Consiglio comunale, pronto, per la prima volta, ad offrirsi alle osservazioni di tutti, accompagnato dal parere senza prescrizioni dell’Autorità di Bacino”.

Secondo Salvemini, il principio della continuità amministrativa avrebbe consentito di migliorare il piano senza azzerare il lavoro svolto. “La legge prevede già gli strumenti per farlo. Su tutti, l’applicazione del principio della continuità amministrativa, che non deve mai piegarsi alle stagioni politiche che naturalmente cambiano; significa che a restare garantito deve essere l’interesse collettivo dei cittadini”.

Il leader di Lecce Città Pubblica ricorda che la trasmissione del PUG al Consiglio comunale nel 2024 rappresentava “una doverosa consegna del piano alla città”, spiegando che “sui procedimenti straordinari si fa così, come in una staffetta”. A suo giudizio, proprio nella fase dell’adozione sarebbe stato possibile introdurre tutte le modifiche necessarie senza disperdere anni di lavoro tecnico e partecipativo.

Da qui la critica alla scelta della nuova amministrazione: “Revocare il PUG e la delibera che lo accompagnava, ripartire da capo. Dopo due anni Lecce non ha ancora un nuovo Piano Urbanistico Generale”.

Salvemini osserva inoltre che le linee di indirizzo approvate dalla giunta Poli finiscono per recuperare gran parte delle strategie contenute nel PUG del 2024. “Abbiamo letto e confrontato i contenuti di questa relazione con il PUG 2024. Emerge un dato che merita attenzione. Le linee dichiarano, questa volta, di voler conservare il patrimonio tecnico, conoscitivo e strategico costruito nel PUG precedente, smentendo così la relazione del comitato dei tecnici e dunque la stessa revoca”.

E aggiunge: “Sono infatti confermate, in larga misura, le principali strategie del PUG Salvemini”. Pur riconoscendo le differenze introdotte dalla nuova amministrazione, l’ex sindaco sostiene che “la forte continuità dell’impianto urbanistico appare evidente” e invita a vigilare sulle future scelte di pianificazione.

Da qui la domanda che rivolge all’amministrazione: “Se le strategie del PUG Salvemini vengono oggi confermate, era davvero necessario interrompere un procedimento concluso, arrivato alla fase delle osservazioni, nel quale la città, gli enti e la stessa nuova amministrazione avrebbero potuto proporre modifiche e miglioramenti senza disperdere il lavoro già svolto?”.

Nel finale, Salvemini rilancia una riflessione sul prezzo pagato dalla città per la revoca del piano. “Ogni anno perduto significa rinviare innovazione e flessibilità, investimenti durevoli, redistributivi ed equi, opportunità per tutti, tutela del territorio, certezza delle regole, riconoscimento di diritti di cittadinanza e non solo di diritti edificatori”. E conclude con quella che definisce la vera questione politica: “La domanda è: cambiare il piano o cambiarne la firma da lasciare impressa? Perché il costo della revoca non è stato sostenuto da una maggioranza o da un’opposizione. È un costo che continua a pagare Lecce. E ancora oggi pensiamo che Lecce non avrà il suo PUG”.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/07/pug-salvemini-allattacco-due-anni-persi-per-ritrovarsi-quasi-allo-stesso-punto/