Lo smartphone, un’estensione della nostra identità digitale
La tecnologia ha reso gli smartphone straordinariamente potenti, ma anche incredibilmente delicati sotto il profilo della gestione dei dati. Bastano pochi secondi per perdere ciò che è stato costruito in anni.
È una realtà che Marco Vespucci, CEO di SOS Informatic, conosce bene. La sua azienda, con sede a Lecce e Galatina, si occupa dell’assistenza tecnica e del recupero dati. Ogni settimana, Vespucci incontra persone che arrivano nei laboratori convinte che il problema sia uno schermo rotto, una batteria da sostituire o un telefono che non si accende più.
Tuttavia, la vera preoccupazione di queste persone emerge pochi minuti dopo. “Le foto dei miei figli sono ancora recuperabili?” “Avevo tutti i documenti di lavoro solo lì.” “Sul telefono c’era lo SPID, l’app della banca, le password e i codici di accesso.”
In quel momento ci si rende conto che il valore economico dello smartphone passa improvvisamente in secondo piano. Ciò che conta davvero è tutto quello che custodiva.
La prevenzione, lo strumento più efficace
La prevenzione è la chiave per evitare conseguenze gravi. “Dedicare qualche minuto, almeno una volta al mese, a verificare che il backup sia realmente funzionante è un’operazione semplice che può evitare conseguenze molto più gravi di qualsiasi riparazione hardware.”
Vespucci consiglia di utilizzare password robuste, di attivare l’autenticazione a due fattori e di aggiornare regolarmente il sistema operativo. Inoltre, è importante evitare collegamenti sospetti e verificare sempre l’affidabilità delle applicazioni installate.
La tecnologia continuerà a evolversi, ma nessun dispositivo, per quanto avanzato, potrà mai sostituire un ricordo perduto o ricreare automaticamente anni di vita digitale.
Prendersi cura della propria storia
Proteggere i propri dati non significa essere esperti di informatica. Significa semplicemente prendersi cura di una parte importante della propria storia.
Perché uno smartphone si può sempre sostituire. La propria vita digitale, molto spesso, no.


