Gianfranco Fini: “Essere antifascisti non vuol dire essere di sinistra”

Gianfranco Fini: "Essere antifascisti non vuol dire essere di sinistra"

Risposte a Monteleone e Grossi

La sera del 25 luglio, Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e ex leader di Alleanza Nazionale, è stato ospite del programma “Filorosso” di Rai 3, condotto da Antonino Monteleone e Adele Grossi. In una lunga intervista, l’ex Ministro degli Esteri ha affrontato i temi più caldi della politica internazionale, dalle relazioni tra Italia e Stati Uniti alla crisi in Medio Oriente, senza esitare a esprimere le sue opinioni su chiunque, compreso il presidente americano Donald Trump.

Il punto di partenza dell’intervista è stato il tema dell’antifascismo. Fini ha sottolineato che essere antifascisti non vuol dire essere necessariamente di sinistra, accusando una parte della sinistra di aver “appropriato indebitamente” l’essere antifascista. “La destra al Governo è antifascista, perché altrimenti non starebbe al Governo. Si giura sulla Costituzione. Come si può oggi dire che Fratelli d’Italia è fascista o postfascista? Lo dice una parte della sinistra, non tutta per fortuna, vittima di quel complesso di inferiorità”.

Fini ha poi ricordato i partigiani bianchi della Brigata Osoppo, uccisi da partigiani comunisti durante la seconda guerra mondiale, e ha sottolineato che “questa è una storia antica che risale al periodo tragico della seconda guerra mondiale, quando ci fu anche una guerra civile”.

Nel corso dell’intervista, Fini ha affrontato i principali temi di politica internazionale, a partire dai rapporti tra Italia e Stati Uniti. “I rapporti tra Italia e Stati Uniti sono stati sempre di assoluta collaborazione. Ci sono stati anche momenti complessi, come con Craxi e Sigonella”, ha ricordato. Sul presidente americano Donald Trump, Fini ha espresso un giudizio particolarmente severo: “Trump è un narcisista convinto che soltanto l’arroganza e la forza possano aiutarlo a raggiungere l’obiettivo che si è prefisso”.

Secondo Fini, Trump non crede nella diplomazia e soprattutto nell’arte difficile della mediazione. “Ha fatto saltare tutti gli schemi, perché lui non ci crede”, ha spiegato. Riferendosi all’Iran, Fini ha aggiunto che Trump “si è reso moralmente responsabile di migliaia di innocenti”. Il riferimento è ai manifestanti scesi in piazza a Teheran, quando si pensava che il regime potesse cedere: “Trump disse: ‘Ragazzi resistete, stiamo arrivando’. Non sono mai arrivati”.

Per l’ex Ministro degli Esteri, quei morti stanno anche sulla coscienza di Trump. Sul conflitto in Medio Oriente, Fini ha precisato che “Israele aveva il sacrosanto diritto di reagire a chi lo aveva aggredito il 7 ottobre, ma quello che è accaduto a Gaza, la devastazione e le vittime civili, non possono essere ignorati”.

Guardando all’Europa e alla Nato, Fini ha avvertito che “il rischio di una frattura nell’alleanza transatlantica c’è” e ha sottolineato che “dobbiamo cercare di tenere questo filo, indispensabile per difendere l’Europa”. Ha inoltre espresso apprezzamento per il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Ha detto una cosa semplice e comprensibile: nell’Alleanza ci si sta se si rispettano gli impegni presi”.

Infine, sul tema dell’immigrazione, Fini ha spiegato che “la legge Bossi-Fini la cambierei, perché è una legge datata”. Secondo l’ex ministro, il fenomeno migratorio è profondamente cambiato rispetto a quando la norma fu approvata e richiede oggi strumenti diversi. “La legge non è mai stata modificata dalla sinistra”, ha proseguito, “perché la legge Bossi Fini si muoveva sulla scia della Turco Napolitano. Il principio era: vieni in Italia? Lavori? Hai un reddito garantito? Paghi le tasse? Rispetti le leggi?”.

Fini ha poi spiegato che “quando sento parlare di remigrazione è un’oscenità. Chi lo dice non ha ben presente cosa significhi”.

Fonte: https://www.corrieresalentino.it/2026/07/gianfranco-fini-a-filorosso-rai-3-essere-antifascisti-non-vuole-dire-essere-necessariamente-di-sinistra/