Un maxi blitz della DIA contro il traffico internazionale di droga
Una lunga indagine durata tre anni è sfociata all’alba in un maxi blitz della Direzione investigativa antimafia (DIA) contro il traffico internazionale di droga nel Salento. Sono stati eseguiti 23 arresti, tra Puglia, Lazio, Calabria e Basilicata, nei confronti di altrettante persone accusate di essere membri di due distinte organizzazioni dedicate all’importazione e allo spaccio di cocaina, eroina, marijuana e hashish.
Due organizzazioni al centro dell’inchiesta
Le due organizzazioni, denominate “Whisper”, operavano rispettivamente nel territorio di Oria, in provincia di Brindisi, e nel capoluogo salentino. La prima avrebbe gestito l’importazione di eroina e cocaina dall’Albania attraverso una rete di corrieri, utilizzando anche donne, minori e cittadini albanesi che viaggiavano sugli autobus di linea della tratta internazionale Italia-Albania. La droga sarebbe stata custodita in un’officina e successivamente trasferita in due case di campagna trasformate in laboratori per il taglio e il confezionamento, prima di essere immessa sul mercato salentino.
Per il gruppo leccese, invece, la procura contesta un’organizzazione capace di mantenere operativi i traffici anche durante la detenzione del presunto promotore. Secondo gli investigatori, gli ordini sarebbero stati trasmessi all’esterno attraverso la moglie, mentre i rifornimenti di eroina sarebbero arrivati da fornitori albanesi attivi nel Materano e quelli di cocaina da referenti della Calabria.
Sequestri e arresti
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente circa 58 chilogrammi di sostanze stupefacenti — 30 di eroina, 25 di marijuana e 3 di cocaina — oltre a due pistole con munizioni. Sono stati inoltre individuati due laboratori per il taglio della droga e arrestati in flagranza 15 soggetti.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura anche un presunto registro contabile, trovato nel telefono di una delle indagate, nel quale sarebbero annotate consegne di 56 chilogrammi di eroina e 4 chilogrammi di cocaina, con movimentazioni economiche per oltre 400mila euro nel solo periodo compreso tra settembre e dicembre 2021.
Le indagini hanno inoltre documentato, secondo l’accusa, il tentativo di uno degli indagati di installare telecamere con sim 4g per sorvegliare la caserma dei carabinieri di Oria e i principali accessi alla città, verosimilmente per individuare eventuali controlli e agevolare una possibile fuga in caso di intervento delle forze dell’ordine.


