Una discussione per un divieto non rispettato
Da mercoledì sera, il 41enne Stefano Giancane, dipendente del cimitero di Monteroni di Lecce, è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Le sue condizioni sarebbero gravissime e i medici non danno tante speranze.
La storia è iniziata quando Giancane, alle 20 del 1° luglio, era in macchina e procedeva contromano lungo una strada periferica del paese. Dopo una discussione con un altro automobilista, si è allontanato, chiedendo scusa, spiegando di essere poco lucido a causa della madre che non stava bene. Raggiunto il bar di un distributore di benzina, si è posizionato davanti a una slot machine, ignaro del fatto che l’automobilista lo avesse seguito.
Il 41enne è stato colpito alla testa e poi pestato all’esterno del bar, finendo a terra e sanguinando copiosamente. L’aggressore si è allontanato in auto, mentre alcuni clienti hanno lanciato l’allarme e un’ambulanza ha trasportato la vittima in ospedale. Le sue condizioni appaiono subito gravissime: “È irriconoscibile, ha i polmoni perforati, costola, naso e mandibola rotti”, hanno raccontato la sorella e il fratello.
La famiglia di Giancane ha formalizzato una denuncia in questura e le indagini sono affidate agli agenti della Squadra mobile, che potrebbero risalire all’identità dell’aggressore visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nell’area di servizio.
La famiglia chiede giustizia
“Sono riuscito a parlare con mio fratello prima che le sue condizioni peggiorassero e mi ha detto di non conoscere l’aggressore. Ma quel che non riesco a comprendere è come si possa ridurre una persona in fin di vita per un divieto non rispettato. Quanto vale la vita di una persona, noi ora vogliamo solo giustizia!” hanno detto fratello e sorella di Stefano.


